Friday, April 21, 2017

about French elections - PCm Italy retakes - PCC/Mao writings about Paris Commune - italian language

È DI ESTREMA IMPORTANZA PER IL
POPOLO RIVOLUZIONARIO AVERE IN MANO IL FUCILE

L’esperienza storica della Comune di Parigi ha provato appieno che è di estrema
importanza per la rivoluzione proletaria e la dittatura del proletariato possedere
forze armate rivoluzionarie.
Parlando dell’esperienza della Comune di Parigi, Lenin cita un’importante tesi
di Engels, ossia che in Francia, dopo ogni rivoluzione, gli operai erano armati; il
disarmo degli operai era quindi il primo comandamento per i borghesi che si
trovavano al governo dello Stato. Lenin ritiene che in questa conclusione di
Engels, “l’essenza del problema, come del resto l’essenza della questione dello
Stato (la classe oppressa dispone di armi?), è afferrata in modo ammirevole”

.
La Comune di Parigi nacque durante l’accanita lotta tra la rivoluzione armata e
la controrivoluzione armata. I 72 giorni di vita della Comune di Parigi furono 72
giorni di insurrezione armata, di lotta armata e di autodifesa armata. Ciò che
provocò un timor panico tra i reazionari borghesi fu proprio il fatto che il
proletariato di Parigi aveva impugnato il fucile. L’errore fatale della Comune di
Parigi risiedette precisamente nel fatto che essa si dimostrò troppo clemente verso
la controrivoluzione e non marciò immediatamente su Versailles, ciò che permise
a Thiers di riprendere fiato e di radunare le sue truppe reazionarie per gettarsi
furiosamente su Parigi rivoluzionaria. Come disse Engels: “Sarebbe la Comune di
Parigi durata un solo giorno se non si fosse servita di questa autorità del popolo
armato contro i borghesi? Non si può al contrario rimproverarle di non essersene
servita abbastanza?”

.
Il compagno Mao Tse-tung ha ricapitolato in modo conciso l’importante
significato della lotta armata e dell’esercito popolare e ha formulato la famosa tesi
secondo la quale “il potere politico nasce dalla canna del fucile”

. Egli ha
sottolineato: “Secondo la teoria marxista dello Stato, l’esercito è la principale
componente del potere statale. Chiunque voglia impadronirsi del potere statale
e conservarlo, deve possedere un forte esercito”

.
La rivoluzione violenta è un principio universale della rivoluzione proletaria. I
partiti marxisti-leninisti devono seguire con fermezza questo principio universale
e applicarlo alla pratica concreta dei loro paesi. L’esperienza storica dimostra che
là dove il proletariato e i popoli oppressi hanno preso il potere e conquistato la
vittoria, essi l’hanno fatto con la forza del fucile, sotto la direzione dei partiti
proletari, in conformità delle condizioni specifiche dei propri paesi, costituendo
gradualmente forze armate popolari e conducendo la guerra popolare sulla base
dell’ampia mobilitazione delle masse nella lotta e ingaggiando ripetute lotte
contro gli imperialisti e i reazionari. Ciò vale per la rivoluzione russa, per la
rivoluzione cinese e per la rivoluzione dell’Albania, del Vietnam, della Corea e di
altri paesi, senza alcuna eccezione.
Al contrario, quando i partiti proletari non cercano di creare forze armate
rivoluzionarie o vi rinunciano, essi causano rovesci alla rivoluzione; esistono serie
lezioni a questo proposito. Avendo rinunciato a impugnare il fucile, alcuni partiti
sono stati presi alla sprovvista di fronte a un attacco di sorpresa dell’imperialismo e
dei suoi lacchè e alla loro repressione controrivoluzionaria e di conseguenza milioni
di rivoluzionari sono stati massacrati; in altri casi, poiché volevano ottenere posti di
alti funzionari nei governi borghesi o sono caduti nella trappola tesa dai reazionari,
alcuni partiti hanno consegnato loro le forze armate popolari, rovinando i frutti della
rivoluzione, quando il popolo rivoluzionario aveva già impugnato le armi e le forze
armate popolari si erano già sviluppate notevolmente.
In questi cento anni, molti partiti comunisti hanno partecipato alle elezioni e
sono entrati nel parlamento, ma nessuno di essi ha potuto instaurare la dittatura
del proletariato con tale mezzo. Anche se un partito comunista ottiene la
maggioranza nel parlamento o entra nel governo, ciò non significa che il carattere
borghese del potere politico sia cambiato e ancora meno che la vecchia macchina
statale sia demolita. La classe dominante reazionaria potrà proclamare non valide
le elezioni, sciogliere il parlamento o addirittura ricorrere alla violenza per
estromettere i comunisti. Se un partito proletario, invece di svolgere il lavoro tra
le masse e di impegnarsi nella lotta armata, sostiene con zelo le elezioni
parlamentari, esso non farà altro che addormentare le masse e corrompere se
stesso. La borghesia compra i partiti comunisti attraverso le elezioni parlamentari
e li trasforma in partiti revisionisti, in partiti borghesi. La storia non ci fornisce forse
numerosi esempi di questo genere?
Il proletariato deve conquistare il potere politico con il fucile e deve anche
difenderlo con il fucile. Un esercito popolare sotto la direzione di un partito
marxista-leninista è il solido pilastro della dittatura del proletariato e il fattore
principale tra i vari fattori per prevenire la restaurazione del capitalismo. Con un
esercito popolare armato dell’ideologia marxista-leninista, si può affrontare
qualsiasi situazione, per quanto complessa possa essere, nella lotta di classe sia
all’interno che fuori del paese e difendere il potere del proletariato.



a nova democracia - Brasil


France - supporter les maoistes francais dans le boycott - Toutes et tous dans la rue le soir du premier tour !

A propos du quatuor de tête à la veille du premier tour



quatuor

Nous voici à quelques jours du premier tour de l’élection présidentielle française. Celle-ci est très particulière, et contrairement aux alternances droite-gauche qui existaient jusque-là, le pays est aujourd’hui dans une situation imprévisible.
Il est clair que Benoît Hamon, le candidat socialiste, n’arrivera pas au second tour. Nous nous en réjouissons : le PS, parti historique de la social-démocratie, est descendu plus bas que tout durant les cinq dernières années. Les réformes contre nos droits, les guerres à l’étranger et l’intensification de la répression ont montré le vrai visage de ce parti. Même avec un candidat marqué « à gauche », le PS est au bord de l’explosion, ses soutiens s’effondrent.
Quatre candidats sont aujourd’hui au coude à coude dans les sondages, et il est important d’expliquer ce qu’ils représentent, quelles sont leurs différences et quelles sont leurs similarités.
16426297_231672280627027_8813226622548064480_nFrançois Fillon est le candidat de la droite et du centre, il représente la droite catholique, conservatrice, méprisant ouvertement les classes populaires. Tout son personnage a été construit sur une image d’homme intègre, maintenant torpillée par les scandales à répétition. François Fillon veut être le Thatcher français : il représente la reprise en main autoritaire des affaires par la bourgeoisie. Son programme est celui du « blitzkrieg » économique, il considère qu’il faut détruire les droits des prolétaires le plus rapidement possible pour remettre la France au travail en écrasant toute contestation.
Pour la droite, cette élection venant après un quinquennat socialiste désastreux semblait imperdable. Pourtant, les affaires et la montée d’Emmanuel Macron ont sérieusement mis en danger la campagne de François Fillon. Le fait qu’il tourne autour de 20% d’intentions de vote indique qu’une fraction conséquente de la bourgeoisie catholique (notamment issue des « manifs pour tous » homophobes) continue de le soutenir, espérant placer ses pions dans le parti Les Républicains.
16508138_231673723960216_6559539506311031408_nEmmanuel Macron pour sa part présente en apparence un projet beaucoup plus moderne que François Fillon. Jeune, se plaçant au-dessus du clivage droite-gauche, il représente les « jeunes cadres dynamiques », le visage souriant du libéralisme. Pourtant, son projet n’est pas très différent de celui de François Fillon, surtout dans le domaine économique. Emmanuel Macron est un pur produit de la situation actuelle : face à un PS en pleine décomposition et une droite en crise, il incarne une synthèse pour attirer les déçus des deux camps. Il s’agit d’une opération de marketing, dans la droite ligne de François Hollande ou d’Alain Juppé, mais en plus présentable. Emmanuel Macron soutient comme les autres candidats l’impérialisme français, la logique de guerre dans et hors des frontières.
16387357_231673443960244_7502618800817563870_nJean-Luc Mélenchon et son mouvement, la France insoumise, travaillent à reconstituer un pôle social-démocrate capable de mobiliser les masses. Ce mouvement bénéficie d’une forte dynamique. Pourtant, au-delà des propositions réformistes autour du projet de « VI° République », Jean-Luc Mélenchon défend une ligne social-chauvine. Il considère que la France doit être « installée » sur les 5 continents défend l’impérialisme français (dont son ami, le vendeur d’armes Dassault), la présence militaire dans les colonies, le roman national. Par rapport aux élections de 2012, son discours est encore plus centré sur la nation, et encore moins sur la classe sociale.
Le responsable de tous nos malheurs serait l’Allemagne, ou l’Union européenne, jamais la bourgeoise. Jean-Luc Mélenchon représente une petite bourgeoisie social-chauvine, et en particulier l’aristocratie ouvrière qui fait le pari d’une défense chauvine de ses intérêts.
16508776_231673150626940_1154844227692015344_nEnfin, Marine Le Pen incarne la tendance la plus réactionnaire de la bourgeoisie. Son parti, le Front National, est le principal représentant  de cette tendance fasciste en France. Son programme correspond d’ailleurs au fascisme historique : soutien à la bourgeoisie industrielle, guerre à l’extérieur, division du peuple, encadrement militaire des prolétaires, glorification de la nation conquérante. Le discours « social » et « souverainiste » du FN vise à désarmer les classes populaires et doit être démonté et combattu sans relâche. Le projet de Marine Le Pen est celui d’une dictature terroriste de la bourgeoisie : s’il est fort probable qu’elle se qualifie pour le second tour mais peu probable qu’elle arrive au pouvoir en 2017, son camp se renforce progressivement, profitant des logiques électorales pour rassembler les déçus des autres partis. Les dernières déclarations racistes et négationnistes de cette candidate montrent que rien n’a changé dans son projet.
Le FN s’est renforcé tout au long des dernières années, il impulse des initiatives dans tous les secteurs de la société. Il s’est assuré le soutien de la police, de parties importantes de l’armée, et perce dans l’éducation, chez les hauts fonctionnaires, dans l’université. La bourgeoisie fait de plus en plus ouvertement le choix du fascisme pour stabiliser un régime s’effondrant petit à petit.
Nous constatons donc que les révolutionnaires avaient vu juste en 2012, en affirmant que l’inévitable chute du PS entraînerait une crise politique qui renforcerait le social-chauvinisme et le fascisme. Aujourd’hui, les principaux candidats représentent différents groupes sociaux, mais in fine, ils servent tous les intérêts de la bourgeoisie impérialiste en proposant différentes options stratégiques pour « sortir de la crise ».
Trois de ces candidats défendent ouvertement le recours à la guerre et la destruction de nos droits ; le quatrième, Jean-Luc Mélenchon, tente de séduire les prolétaires, mais il incarne la même tendance.
Aucun candidat n’ouvre la voie à une prise en main des affaires du peuple par le peuple. Aucun ne met un frein à la tendance à la guerre. Aucun candidat ne peut nous représenter, aucun ne peut éviter ni même ralentir la progression du fascisme et l’aggravation de la crise que nous traversons. Même leurs postures « antisystèmes » sont tristement semblables. Leurs programmes se ressemblent, se complètement, sans proposer de solution aux priorités du moment : la socialisation de l’économie, l’arrêt de l’écocide capitaliste, la fin des guerres impérialistes, la mise en place d’une société juste, où chaque personne a sa place.
Que faire ? Voter ? Sûrement pas ! Nous voulons incarner un pôle solide, et proposer une vision positive, pour la dignité du peuple, pour la résistance et la révolution. Contre le désespoir, le fascisme et l’impérialisme. Personne ne le fera à la place de la classe ouvrière et des masses populaires.
Il est donc nécessaire de développer la campagne de boycott des élections de 2017, de saboter partout la légitimité des présidentielles, pour ouvrir la voie à la Guerre Populaire de demain, seule solution du prolétariat pour faire face à la guerre de la bourgeoisie et lui arracher le pouvoir.
Toutes et tous dans la rue le soir du premier tour !
Boycottons les élections, préparons la Guerre Populaire !

Thursday, April 20, 2017

a canadian maoist poster

!

Canada - En avant vers le 1er Mai révolutionnaire!


Joignez le contingent rouge! Rassemblement à 18h au Square Phillips, départ à 18h30.

France - soutenir le boycott des maoistes et des revolutionaires

 Qui sont les différents candidats ?


Qui sont les différents candidats ?


A l’extrême-gauche, Arthaud et Poutou se revendiquent de notre camp social. Mais ils portent tous les deux un programme dans la tradition trotskyste, programme qui mélange confusément revendications immédiates et mesures révolutionnaires, sans jamais indiquer clairement le chemin à suivre pour réaliser les unes et les autres. Arthaud se démarque négativement par son mépris pour tout ce qui n’est pas soi-disant dans le champs des luttes économiques, sous prétexte que trop parler de racisme ou d’écologie ce serait s’éloigner de l’intérêt ouvrier. Ces deux candidats appartiennent à des organisations qui, quoi qu’il arrive, ont décidé de présenter systématiquement des candidats aux élections, sans se soucier du discrédit du système politique bourgeois aux yeux des masses. Voilà pourquoi nous n’appelons pas à voter pour eux. Et sans non plus donner de perspectives claires. « Interdire les licenciements », « réquisitionner les entreprises »... d’accord, mais ça esquive la question de qui a le pouvoir de le faire. Car il faut poser la question du renversement de la bourgeoisie. Pour LO et le NPA, revendiquer une loi pour interdire les licenciements encouragera les ouvriers à devenir révolutionnaires lorsqu’ils comprendront les limites d’une telle revendication sous le capitalisme. Mais ça ne marche pas comme ça. Il faut parler franchement à nos collègues et camarades des tâches politiques à accomplir, et ce n’est pas en renforçant d’abord les illusions envers ce qu’on peut obtenir sous le Capitalisme que l’on pourra ensuite plus facilement les faire tomber. Si un jour nous sommes assez forts pour obtenir l’interdiction des licenciements, c’est que l’enjeu ne sera déjà plus celui-ci, mais celui de prendre le pouvoir ! Il nous faut avoir notre propre Etat, prendre le pouvoir politique, pour mettre en œuvre ce que nous voulons.

Mélenchon, lui, contient 0% de lutte de classe. Son programme revient à vouloir relancer le capitalisme par la consommation et les subventions publiques ; pas à l’affronter. Il s’attache à présenter un programme crédible selon les règles du Capitalisme. Il veut sélectionner l’immigration en fonction des besoins de l’économie, et n’a pas hésité à dire lors du grand débat sur TF1 qu’il souhaitait « rendre la France au peuple français » ; quelle honte de plagier de si près un slogan du FN ! Mélenchon est ce que nous appelons un social-impérialiste, avec un discours pseudo-social mais défendant au final un impérialisme français « insoumis ».

Benoit Hamon est celui qui veut sauver le PS de la faillite. C’est le sens de sa candidature : tenter de ranimer un appareil politique discrédité. Pour cela, il met en avant quelques points de programme iconoclastes comme le Revenu universel. Hamon a un passif chargé de magouille et d’intimidation dans les coulisses des congrès du PS, et il a soutenu la nomination de Valls premier ministre ; il est bien un représentant de ce PS qu’on déteste. Il n’est pas dans la rupture ou dans le rejet vis-à-vis du gouvernement sortant. Il a salué le bilan du quinquennat de Hollande, alors que ces 5 derniers année a été menée une politique anti-ouvrière et anti-populaire même plus dure que sous Sarkozy. Le candidat du PS a déjà signifié qu’il souhaitait rassembler largement derrière sa candidature pour obtenir une majorité. Manière de justifier le renoncement aux éléments les plus radicaux de son programme initial ! Avec Mélenchon, ils se disputent le leadership du réformisme, en cherchant une nouvelle manière de gagner le soutien de la petite-bourgeoisie à l’impérialisme français.


Passons plus vite sur ceux pour qui, de toute façon, la question ne se pose même pas d’appeler à voter pour eux. Macron et Fillon se disputent la place de candidat officiel du grand Capital  ; il suffit de voir leur CV et ceux de leurs amis et conseillers. Le premier sous des allures de Droite moderne, tolérante et un peu sociale, mais au final tout aussi déterminée à nous faire suer ; le second sous celles du conservatisme catholique et ultralibéral. Marine Le Pen, c’est bien sûr la démagogie au service de la réaction la plus totale, en jouant sur deux cordes, la xénophobie et la posture anti-système, avec un programme fourre-tout pour satisfaire à peu près toutes les couches sociales. Quand à Dupont-Aignan, Asselineau, Cheminade ou Lassalle, ne nous y trompons pas : sous des aspects folkloriques ou faussement progressistes, ce sont bien tous des candidats réactionnaires, avec chacun des accointances avérées avec l’extrême-droite.

Celebrar os 100 anos da Grande Revolução Bolchevique! Movimento Estudantil Popular Revolucionário Brasil



Neste ano de 2017, revolucionários de todo o mundo celebram os 100 anos da tomada do poder pelo proletariado russo. A Grande Revolução Socialista de Outubro em 1917 marcou uma virada na história da humanidade, o fim da era do monopólio do poder político pela burguesia e outras classes reacionários e o início de uma nova era: a Era das Revoluções Proletárias!
Dirigido pelo Partido Comunista da Rússia (bolchevique) - P.C.R. (b), sob a chefatura do grande Lenin, por meio da violência revolucionária, o proletariado assaltou os céus. Como chefe do Partido, Lenin teve o papel fundamental de liderar a vanguarda revolucionária para cumprir a tarefa histórica de derrotar o império feudal czarista.
Obra de uma luta prolongada do proletariado russo, o estabelecimento do destacamento de vanguarda do proletariado, o Partido Comunista de Novo Tipo, teve em Lenin sua principal expressão. Derrotando os posições revisionistas dos mencheviques e de outras frações não proletárias, comprovou que o combate do imperialismo dissociado do combate ao oportunismo não passa de fraseologia oca.
Pela primeira vez, o proletariado, dirigido pelo Partido Comunista, triunfou em sua luta de morte contra o imperialismo e estabeleceu a ditadura do proletariado tendo como base a aliança operário-camponesa.
A partir desta experiência histórica, que foi sistematizada por Stalin em sua obra "Fundamentos do Leninismo", povos do mundo inteiro lancaram-se mais audazmente e com mais clareza para a batalha contra a exploração e opressão do capitalismo imperialista.
Ao longo deste ano, o Movimento Estudantil Popular Revolucionário - MEPR se lançará a divulgar materiais de propaganda e defendendo o caminho aberto pela Revolução Socialista de Outubro.
CELEBRAR OS 100 ANOS DA GRANDE REVOLUÇÃO SOCIALISTA DE OUTUBRO!
VIVA O PROLETARIADO RUSSO E O PARTIDO COMUNISTA BOLCHEVIQUE!